Regia Marina 1926 Elia-Rota “assault” Cruiser

In the 1925/26 General (NC) Rota and Commander Elia (expert of underwater weapons) designed an unit of 8700 tons, armed with 6 190mm, 6 102mm, 4 AA, 200 depth mines, 40 MAS and 100 torpedoes.

The unit had a flight deck to allow airplane’s takeoff, but not landing.

No lateral or anti torpedo protection

Two design variant were developed:

I

35 nodes speed, 24 bow TT (12 for side in superimposed groups of 3), U-shaped bow, hydronamic ensured by hatches like in the submarines; 50 mm deck armour, 7 boilers, 55000 CV per axis. The disposition, leaving from stern, is turbines-2 boilers-1 boiler and turbo-dynamo – turbines-2 boilers-2 boilers (the same disposition in the previous Rota scout, then light cruiser, design)
II

26 nodes speed, 12 TT in the submerged stern careen, 50 mm deck armour, 70 mm side, 4 diesel engines, one for each axis, two propellers per side, 52000 CV; TT in three groups, 6, 4 and 2 starting from the stern. Stern section, having to leave space the TT, provides a retractable rudder (Mainelli system), while the propellers are placed amidship, 2 per axis, (De Meo system)

24 torpedo broadsides were planned, each one would have the cost of approximately 40 million Liras.

The total cost, including transported weapons was 200 million Liras. Every minefield had a cost 25-30 million.

The MAS were very light (5 tons) and guided via radio from airplane towards the targets; the mines “Italia” type can be moored at 800 meters depth (actually reached, in plan te abilito to deploy them at 4000 meters) and carry tuo the upper end of the cable a 90 kg explosive charge followed by 300 kg one. 30 km was the foreseen length for a single set on mines. The extremities of the obstructions are equipped with sonorous buoys, recognisable  with USA hydrophones.

The tests of the mines were conducted by RN Fasana, wit the participation of Vickers technicians.

The torpedo is interesting, having characteristics that approached the Japanese WWII “Long Lance”: 600 mm, 2 tons and 30 km of range

The five unit of the class, were to be offensively used at the beginning of the hostilities in surprise actions (at the same time or even before the declaration of war) against the harbours and the opposing fleets.

The MAS have the task to  mass attack the ports, while the mother cruiser attracts the enemy in the minefields.

The maximum authorities of the Kingdom were made aware of the proposal; these multi role units were then discussed in the “Comitato Ammiragli” (Admiral’s board), and unanimously rejected, essentially for the advanced technology requested and strong doubts on the operational efficacy.

 

© Stefano Sappino 2016

Italian Text

Nel 1925/26 il Generale del Genio Navale Rota e il Comandante Elia (esperto di armi subacquee) mettono a punto un progetto dettagliato per una unità da 8700 tonnellate, armata con 6 pezzi da 190, 6 pezzi da 102, 4 mitragliere AA, di 200 mine di profondità, 40 MAS e 100 siluri.

Il progetto prevede un ponte di volo per il solo decollo degli aerei.

L’unità doveva avere ponte corazzato, ma nessuna protezione laterale o contro i siluri. Sono stati sviluppate due varianti:

I

velocità di 35 nodi, 24 lanciasiluri a prora (12 per lato in gruppi di 3 sovrapposti), prora a U con le forme di carena assicurate da portelli come nei sommergibili; protezione 50 mm al ponte, 7 caldaie per due turbine e potenza di 55000 cv per ogni asse. La disposizione, partendo da poppa, è turbine-2 caldaie-1 caldaia e turbodinamo-turbine-2 caldaie-2 caldaie (la medesima disposizione pensata nei precedenti progetti Rota per “esploratori”, poi incrociatori leggeri)

II

Velocità 26 nodi, 12 lanciasiluri nella parte sommersa della carena a poppa, protezione 50 mm a ponte e 70 alle murate, 4 motori diesel elettrico (dal peso di 1400 tonn.) e potenza totale di 52000 CV, uno per asse, con due assi per ogni fianco; i lanciasiluri sono disposti a scalare in tre gruppi, partendo da poppa di 6, 4 e 2 tubi. Il progetto della carena è particolare, dovendo lasciare spazio massimo al lancio dei siluri. Pertanto le eliche sono posizionate a metà carena, coassiali, di fianco ad essa (sistema De Meo) e il timone è retraibile (sistema Mainelli)

Si prevede di lanciare i siluri in bordate da 24 elementi, a partire da tubi lanciasiluri subacquei sistemati a prora con Ogni bordata silurante avrebbe il costo di circa 40 milioni di lire.

Il costo previsto, inclusi i mezzi trasportati è di 200 milioni di lire dell’epoca. Ogni sbarramento di mene verrebbe a costare 25-30 milioni.

I MAS a bordo sono di piccole dimensioni (5 tonnellate) e si prevede di guidarli via radio da aereo verso i bersagli; le torpedini di tipo “Italia”possono essere ormeggiate fino a 800 metri di profondità (risultato ottenuto, nel progetto si prevede di poterle portare fino a 4000 metri) e portano all’estremo superiore del cavo una carica esplosiva da 90 kg. e al centro una di 300 kg. Si prevede di poterle disporre in modo tale da renderle collegate l’una all’altra, coprendo così fino a una trentina di km di lunghezza. Le estremità degli sbarramenti sono dotate di boe sonore, riconoscibili da idrofoni di modello USA.

Le prove delle torpedini sono condotte sulla RN Fasana, e trovano la partecipazione anche dei tecnici inglesi della Vickers.

Il siluro è ancora più interessante, perché ha caratteristiche che lo avvicinano molto ai “Long lance” giapponesi della seconda guerra mondiale. 600 mm di diametro, 2 tonnellate di peso e 30 km di raggio.

 

La proposta consiste nel produrre cinque unità della classe, e di utilizzarle offensivamente all’atto dell’inizio delle ostilità in azioni di sorpresa (contemporaneamente o prima della dichiarazione di guerra) contro i porti e le squadre avversarie.

I MAS a bordo hanno il compito di attaccare a fondo all’interno dei porti, mentre l’incrociatore quello azione silurante e di attirare il nemico nelle zone minate.

Del progetto furono messe a conoscenza tutte le massime autorità del Regno e fu discusso nel Comitato Ammiragli, che lo respinse alla unanimità, essenzialmente per motivi legati alle tecniche avanzate o sperimentali previste e alla incertezza della efficacia di queste unità multi ruolo in largo anticipo sui tempi.

© Stefano Sappino 2016

 

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